TI RICORDIAMO CHE- In caso di fine settimana o alta stagione, prenota il tuo posto in ristorante/agriturismo almeno 5 giorni prima.
- E' consigliato prenotare le tue escursioni e/o visite in programma quanto prima.
“Alghero Vecchia” è l’affascinante centro storico di Alghero, circondato da sette grandi torri e le antiche mura che si ergono ancora sul bordo del mare e che risalgono alle conquiste catalano-aragonesi del XVI secolo. Le strette strade acciottolate e i vicoli del centro storico sono in fermento fino a tarda notte. La zona chiusa al traffico è perfetta per godersi una piacevole passeggiata, dove è possibile trovare regali perfetti nei numerosi negozi artigianali, assaggiare i prodotti sardi nei locali tipici e visitare le antiche chiese.
Ricorda di scaricare la nostra Brochure sul centro storico di Alghero
Piazza Civica: Nel suo incantevole centro storico, questa piazza è sicuramente il punto di partenza ideale, in prossimità del Porto di Alghero. In passato sorgevano le sedi istituzionali più importanti della città e da qua, in direzione centro storico, potrete ammirare i palazzi storici risalenti alla dominazione catalano/aragonese e quella dei Savoia.
Cattedrale di Santa Maria: Il simbolo di Alghero, risalente al XI secolo, famosa per il suo alto campanile.
Via Carlo Alberto: La via più importante e popolare del centro storico, qua potrete passeggiare, ammirare, scoprire ed acquistare souvenir tipici della tradizione algherese.
Chiesa di San Francesco: Uno dei massimi esempi di architettura gotico-catalana in Sardegna. Si tratta di un complesso costituito dalla chiesa e da un convento affiancato alla chiesa, edificato probabilmente alla fine del XII secolo e che da sempre segna e propone l’incontro umano, evangelico e sociale dei frati francescani con la gente.
Chiesa San Michele: È uno dei principali edifici sacri di Alghero, nonché tra i massimi esempi d’arte barocca in Sardegna, famosissima la sua cupola, uno delle immagini più note della città sardo-catalana.
Museo archeologico di Alghero: Un magnifico museo, che nasce per acquisire, custodire e comunicare la memoria storica, sociale e culturale della città.
Torre Del Sulis: Detta anche dello Sperone. E’ situata nell’omonima piazza ed ottimo punto di partenza per scoprire i bastioni, tra passeggiate al tramonto e gelati artigianali. E’ la prima torre ad est del fronte sud delle mura di Alghero, nonchè una delle 8 torri arrivate fino ai giorni nostri e presenti nel centro storico di Alghero. Un tempo, insieme alla cinta muraria, rappresentavano la fortificazione della città.
Acquario del corallo rosso vivo: L’acquario, allestito all’interno della torre di San Giacomo, è il primo acquario di corallo vivo in Italia aperto al pubblico. Un progetto unico nel suo genere che darà l’opportunità a chiunque di poter ammirare diversi esemplari di corallo rosso del Mediterraneo vivo, il Corallium Rubrum.
Bastioni e Belvedere: Uno dei pochi centri in Italia ad aver conservato quasi intatte mura e torri che da sempre la cingono. Oggi i suoi bastioni, dedicati ai grandi navigatori, Colombo, Pigafetta, Magellano e Marco Polo, sono diventati una suggestiva passeggiata.
Porto di Alghero: Da qua partono imbarcazioni private e tour via mare in direzione Capo Caccia.
Affidati al nostro servizio di Escursioni Guidate da Alghero, tra spiagge remote, arte, tradizione, cultura, connessione con il popolo locale e food experience.
Dai un occhiata alla piattaforma sul Turismo di Alghero chiamata Alghero Experience. Potrai acquistare i vari ticket per musei, attrazioni e siti archeologici nel territorio di Alghero.
GROTTE DI NETTUNO
Sale lavorate dalla natura, tra stalattiti, stalagmiti e un lago sotterraneo
Nel cuore del promontorio di Capo Caccia si aprono gli scenari fiabeschi del mondo sotterraneo della Grotta di Nettuno. Gioiello naturale tra i più affascinanti di tutto il bacino Mediterraneo, la grotta è una vera e propria meraviglia geologica. Un bellissimo percorso interno vi permetterà di scoprire questo posto incantato, tra stalattiti, stalagmiti,strane forme ed un incredibile storia avvolta da mistero e fascino. E’ raggiungibile con due distinti percorsi, uno via terra, l’altro via mare:
Orario: Marzo/Ottobre dalle ore 10:00 – 19:00 (Orari che possono cambiare in relazione al periodo)
Accesso via Terra: In soli 30 min. di auto dal centro di Alghero, dirigendosi verso Fertilia, raggiungerete il punto più estremo del promontorio di Capo Caccia dove si trova l’ingresso alla Escala del Cabirol. Se hai prenotato la tua visita è necessario raggiungere 40 minuti prima dell’inizio del tour il piazzale antistante la Escala del Cabirol, a Capo Caccia, al fine di rispettare i tempi di percorrenza della scalinata e di check-in. L’ingresso alla grotta è reso possibile tramite la famosa “Escala del Cabirol” (Scala del Capriolo): 654 scalini svelano il meraviglioso scenario a picco sul mare e sino al cuore della terra, là dove l’azzurro mare di Alghero e il cielo si uniscono in un abbraccio all’orizzonte.
Accesso via Mare: La Grotta di Nettuno è raggiungibile via mare tramite le imbarcazioni in partenza ogni giorno dal porto turistico della città catalana o dal molo di Cala Dragunara a Porto Conte. Un viaggio di circa 40 minuti durante il quale si può ammirare tutta la suggestiva Riviera del Corallo, la costa, i promontori rocciosi di Capo Galera e Punta Giglio, una natura selvaggia e incontaminata, inebriati dal profumo del mare. Giunti a Capo Caccia si approda direttamente all’ingresso della grotta: un bellissimo scenario cui fa da cornice l’Isola Foradada.
Ticket d’ingresso: Intero € 14,00 a persona. Costo dell’imbarcazione in caso di percorso via mare escluso (Solitamente € 10,00 a persona)
Prenotazione: Necessaria sia in caso di percorso via terra che via mare. Linea Grotte Navisarda e Frecce delle grotte sono le compagnie che effettuano corse giornaliere per le grotte di Nettuno (costo del biglietto che include sia il ticket delle grotte che il viaggio in barca). Nella sezione Link Utili maggiori info
Abbigliamento: Comodo adatto alla stagione, scarpe chiuse, crema solare, almeno 2 Lt. d’acqua
Recensioni Google:Giudizio 4,4/5 (12617)
Consigli: Per una visita completa consigliamo il percorso via mare che prevede la possibilità di vedere la magnifica costa della riviera del Corallo. NB: Non è considerata un escursione in barca visto che non sono previste pause bagno, snorkeling e non c’è alcuna spiegazione di ciò che state guardando, è solo un trasporto dal Porto all’ingresso delle grotte di Nettuno.
Grotte Di Nettuno: Info in merito apertura/chiusura, ticket e altro. Prenotare in caso in cui si pensa di effettuare l’accesso via terra.
Linea Navisarda: Compagnia che da oltre 40 anni garantisce collegamenti giornalieri con le grotte di Nettuno. Contattare in caso in cui si pensa di accedere alle grotte via mare.
Frecce delle grotte: Altra compagnia che garantisce collegamenti giornalieri con le grotte di Nettuno.
L’architettura della costruzione testimonia la straordinaria abilità dell’affascinante e misteriosa civiltà nuragica. Il complesso di Palmavera si trova sul promontorio omonimo a un chilometro e mezzo dal mare, all’interno del parco di Porto Conte, nel territorio di Alghero. È costruito con blocchi di calcare e arenaria, composto da un corpo centrale con due torri e corredato da un antemurale e dalle capanne di un villaggio: oggi se ne contano meno di 50, in origine si stima fossero tra 150 e 200.
Orario: Aprile/Ottobre dalle ore 10:00 – 18:00. Novembre/Marzo dalle ore 10:00 – 14:00
Accesso: Per tutti, anche persone anziane o con disabilità.
Ticket d’ingresso: Intero € 5,00 a persona.
Prenotazione: Non sempre necessaria, consigliamo di chiamare. Nella sezione Link Utili maggiori info
Abbigliamento: Comodo adatto alla stagione, crema solare, almeno 2 Lt. d’acqua
Recensioni Google:Votazione 4,5/5 (2693)
Consigli: Per una visita più suggestiva e coinvolgente consigliamo di richiedere il supporto di una Guida fisica locale (costo a parte). Potete fare richiesta al sito stesso oppure contattarci privatamente in modo da trovare la guida adatta alle vostre esigenze. consigliamo di richiedere una guida turistica.
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Accedi al sito interneti del Nuraghe Palmavera, scopri la storia, dettagli e informazioni aggiuntive su questo magico posto.
È una porzione del grande ecosistema del parco di Porto Conte, del quale fa parte dal 2002. L’area protetta di Capo Caccia Isola Piana comprende la baia di Porto Conte e il tratto tra Punta Giglio e Capo Caccia: un patrimonio naturale dal valore inestimabile, impreziosito da calcari ricchi di fossili e rare piante sulle rupi. Dal Belvedere, uno dei punti più alti di tutta la Riviera del Corallo, potrai ammirare enormi massicci precipitano in acqua con pareti costellate di cavità aeree e marine, popolati da volatili come il grifone nelle scogliere più impervie e il falco pellegrino a Punta Cristallo. In zona potrai visitare siti naturalistici e archeologici come l’Oasi protetta Le Prigionette, le magnifiche Grotte di Nettuno, il complesso archeologico di Palmavera e spaziare tra i numerosi percorsi a piedi/bicicletta. Un gioiello e simbolo di Alghero.
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In questa zona è presente l’ingresso per le Grotte di Nettuno, se si vorranno visitare via terra.
Una distesa di sabbia dalle tonalità varianti da ocra ad arancio, lunga due chilometri, alle spalle un bosco di pini ed eucalipti, dove ripararti dal sole, di fronte acque color smeraldo particolarmente calme, grazie alla posizione che garantisce riparo costante. Uno scenario in cui spiaggia, mare e natura si fondono, disegnando una scenografia da paradiso tropicale. Mugoni è sicuramente uno spettacolo viverla durante il tramonto, magari gustando un piatto tipico in uno dei vari bar/ristoranti presenti in spiaggia
Le Calette del Lazzaretto sono alcune piccole calette situate nelle vicinanze della spiaggia del Lazzaretto. Sono piccole insenature che si inseriscono in un bellissimo contesto paesaggistico, proprio ai confini del parco di Porto Conte. La conformazione caratterizzata dalla folta vegetazione posta alle spalle ci fa pensare ad una serie di piccole calette incontaminata. La distanza e l’isolamento le rendono adatte ai più avventurosi.
Parcheggio: Assente un vero e proprio parcheggio. I mezzi vengono parcheggiati lungo la strada. Sconsigliato per Camper/Van.
Accesso: Non adatto a persone in carrozzina. E’ presente un sentiero tracciato in mezzo alla macchia mediterranea che vi porterà direttamente nelle calette dopo 5 minuti di camminata.
Servizi in loco: Totalmente assenti
Spiaggia e mare: Mare con una colorazione verde smeraldo e turchese. Il fondale è basso e sabbioso caratterizzato dalla presenza di alcune rocce. La sabbia bianco dorato e finissima
Protezione dal vento: Riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, hiking e trekking.
Consigli utili: Durante la stagione estiva, vista l’enorme quantità di gente, consigliamo di recarsi la mattina presto, al massimo intorno alle 09:30. Ideale per relax e snorkeling. Suggeriamo la caletta numero II.
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Nei pressi delle calette potrete vedere una Torre, costruita durante la dominazione Spagnola. All’interno della nostra Brochure troverete maggiori informazioni a riguardo
Immersa in territorio sassarese, questa spiaggia rappresenta l’essenza dell’isola, dove anche la semplicità della natura fa rima con la bellezza. Immersa totalmente nella natura, è priva di servizi e regala un meraviglioso ambiente connesso con la natura incontaminata. Questa spiaggia, insieme a La Frana, rappresentano le calette in assoluto più selvagge di tutta la parte Nord Ovest dell’isola.
Parcheggio: Presente un piccolo parcheggio gratuito.
Accesso: Dal parcheggio, bisogna camminare per circa 10 minuti e scendere in una discesa ripida verso la spiaggia. Non adatto a persone anziane ed in carrozzina.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare:Il mare è cristallino con una croma tendente al verde smeraldo; ha un fondale misto sabbioso, con tavolati rocciosi, scogli e vegetazione, che rendono il paesaggio piuttosto interessante. La sabbia è bianca di medie dimensioni, soprattutto ciottoli.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Trekking, biking ma anche snorkeling, SUP e kayak in caso di assenza di onde.
Info utili: Di grande impatto la natura che sormonta alle spalle della cala con il verde che svetta sulle rocce grigiastre, con in contrasto i particolari colori del mare.
Una spiaggia che insieme alla cugina Ebi Dozzi caratterizza questa zona totalmente incontaminata. Si tratta di una spiaggia originatasi da una grande frana, ancora visibile, con un mare delizioso, tante rocce e tanti pesci.
Parcheggio: Presente un piccolo parcheggio gratuito.
Accesso: Dal parcheggio, bisogna camminare per circa 15 minuti e scendere in una discesa ripida, scivolosa e difficoltosa per 5 minuti. Non adatto a persone non allenate, anziane, in carrozzina, famiglie con bambini e che manifestano disturbi di Acrofobia.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare: La spiaggia è caratterizzata da un arenile di colore chiaro, di modeste dimensioni, con sabbia a grani medi. Il mare ha un fondale basso e a prevalenza roccioso, anche se non mancano ampi spazi sabbiosi. Con trasparenze cristalline e un colore tra il verde smeraldo e l’azzurro, questo tratto di costa è tra i più interessanti e selvaggi della zona.
Info utili: E’ sconsigliato portarci i bambini per la difficoltà nell’arrivare in spiaggia. Non utilizzate le infradito per scendere e fate in modo di avere le mani libere, perché il sentiero è scosceso e scivoloso. Tuttavia, nell’estate 2020 una turista è morta cadendo sulla sottostante scogliera mentre cercava di scendere in spiaggia. Il nostro consiglio è vedere questa splendida cala dall’alto.
Un villaggio fantasma accanto a montagne di scorie argentate e affascinanti ruderi di un’epopea mineraria ormai lontana, oggi innovativo museo a cielo aperto. Ma anche scogliere a strapiombo su acque limpide, spettacolari calette e candide distese sabbiose, luoghi dove alternare relax in spiaggia a esplorazioni escursionistiche. Benvenuti nello splendido scenario dell’Argentiera.
Parcheggio: Presente un grande parcheggio anche per camper/Van.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia
Servizi in loco: Presente uno stabilimento balneare, alcuni bar ed un ristorante nei pressi del Museo della Miniera.
Spiaggia e mare: Caratterizzata da un arenile con sabbia ambrata chiara, a grani medi. Si affacciano in un mare dal fondale basso e prevalentemente sabbioso in riva, con la presenza di tavolati rocciosi più a largo. Il mare estremamente cristallino è di un turchese cangiante con sfumature di verde smeraldo.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, windsurf e tutte le attività legate al vento. Trekking, biking.
Info utili: In caso di vento si formano onde molto alte, non adatta quindi a famiglie con bambini. Consigliamo di visitare i ruderi della vecchia miniera. Oggi è uno dei siti di archeologia industriale più suggestivi d’Europa, parte integrante del parco geominerario della Sardegna.
Tra le spiagge del nord Sardegna, troviamo la spiaggia di Torre del Porticciolo, una spiaggia molto suggestiva situata all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. Si presenta a forma di mezzaluna, inserita in una baia dove sul promontorio nord svetta la Torre che dà il nome alla località ed alla spiaggia stessa.
Parcheggio: Presente un piccolo e gratuito parcheggio.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva alla spiaggia attraverso una piatta discesa in terra.
Servizi in loco: Presente un bar con un piccolo stabilimento balneare Di fronte alla spiaggia è anche presente un agriturismo con numerosi servizi connessi anche esterni ai clienti del campeggio: escursioni e tanto altro.
Spiaggia e mare: E’ caratterizzata da un arenile con sabbia a grani medi, di una colorazione ambrata scuro, con la presenza di qualche piccolo ciottolo levigato della stessa cromia. Ai due lati della spiaggia, la sabbia lascia spazio a rocce e massi che si amalgamano con le bellissime acque cristalline. Il mare ha una colorazione tra il verde smeraldo ed il turchese, con un fondale basso, misto tra il sabbioso e il ciottoloso.
Protezione dal vento: Parzialmente riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, trekking, biking.
Info utili: Consigliamo di salire fino alla Torre di Porticciolo, direttamente dalla spiaggia. Il panorama da lassù sarà spaventosamente bello.
La Spiaggia di Porto Ferro è una delle gemme più autentiche e selvagge della costa nord-occidentale della Sardegna, situata tra Alghero e l’Argentiera, nel comune di Sassari.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva alla spiaggia attraverso una breve camminata
Servizi in loco: Presente un bar rustico molto popolare e perfetto per un aperitivo al tramonto Presente anche una scuola di surf.
Spiaggia e mare: E’ caratterizzata da un arenile con sabbia a grani medi, di una colorazione ambrata scuro. Ai due lati della spiaggia, la sabbia lascia spazio a rocce che si amalgamano con le bellissime acque cristalline. Il mare ha una colorazione tra il verde smeraldo ed il turchese, con un fondale sabbioso.
Protezione dal vento: Esposta dai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, snorkeling, trekking, biking.
Info utili: Consigliamo di salire fino alla Torre Negra e Torre Bianca per una bella panoramica
Una zona divisa in 2 spiagge, Nord e Sud, che si trovano in un contesto naturale selvaggio e solitario, caratterizzato da aspre rocce scure e scogliere a picco sul mare. Nelle colline che incorniciano l’arenile cresce una verde e rigogliosa vegetazione della macchia mediterranea, tra la quale spicca la ginestra sarda e la palma nana. Nella via di mezzo tra Alghero e Stintino, questa splendida spiaggia non è solo un ripiego alle più conosciute e popolari spiagge, è la perla della Nurra.
Parcheggio: Presente un piccolo parcheggio gratuito.
Accesso: Dal parcheggio, bisogna camminare per circa 20 minuti e scendere in una discesa che alterna tratti ripidi a tratti in piano. Non adatto a persone anziane o in carrozzina.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare:Il mare è cristallino di una croma tendente al verde smeraldo; ha un fondale misto sabbioso, con tavolati rocciosi, scogli e vegetazione. La sabbia è composta da ciottoli quarzosi bianchi di medie e piccole dimensioni.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Trekking ma anche snorkeling, SUP e kayak in caso di assenza di onde.
Info utili: Non lasciare oggetti di valore in auto, sono stati segnalati numerosi furti. Consigliamo scarpe da ginnastica per la discesa in spiaggia.
INDICE AFFOLLAMENTO MEDIO (2024)
Da Ottobre a Maggio = BASSO
Giugno e Settembre = BASSO
Luglio= MEDIO
Agosto= MEDIO/ALTO
VIEWPOINT PUNTA FALCONE
Uno spettacolo della natura tra antiche rocce e mare cristallino
La scogliera a picco sul mare, caratterizzata da rocce di scisto chiaro che di notte assumono un suggestivo aspetto lunare. L’intera area, fantastico anfiteatro naturale per bellissimi tramonti, in passato venne chiamata Biggiu Marinu, ovvero “Bue marino” nome sardo della foca Monaca (oggi non più presente). Questo punto panoramico è un luogo ideale per chi ama un ambiente selvaggio immerso nella natura. Le pareti rocciose sagomate dal vento e dall’azione dei marosi assume forme bizzarre e particolari. Lungo le falesie a picco sul mare affiorano alcune calette nascoste dove e possibile fare il bagno in un mare cristallino e ricco di pesci, i fondali digradanti e le rocce sommerse sono adatti anche ai bambini post braccioli. Pericoloso con venti di maestrale e ponente. Consigliate le scarpette da roccia. Non sono presenti servizi ma solo una grande area parcheggio. Nelle immediate vicinanze, il sentierino che va su verso la torre.
La spiaggia Le Saline dista a pochi km da Stintino ed è la meta ideale e alternativa alla spiaggia La Pelosa. I suoi sassolini bianchi e la trasparenza dell’acqua di color turchese, la rendono unica del suo genere. Le sue dimensioni e la vicinanza ai parcheggi la rendono una meta ideale per chi non vuole battagliare per un posto al sole, soprattutto della sua vicina e più popolare La Pelosa. La caratteristica principale della spiaggia è anche la presenza di uno stagno retrostante che divide la spiaggia dal territorio retrostante.
Parcheggio: Presente sia a pagamento che gratuito per qualsiasi mezzo.
Accesso: Per tutti dal parcheggio.
Servizi in loco: Presenti stabilimenti balneari, bar e ristoranti.
Spiaggia e mare: Un arenile composto da sabbia bianchissima, candida, a grani medi. Il bellissimo mare cristallino di questa spiaggia ha delle meravigliose trasparenze e si presenta di colore verde smeraldo chiaro, con un fondale basso e sabbioso.
Protezione dal vento: Molto esposta ai venti di grecale. Parzialmente riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: Kitesurf, windsurf, SUP, kayak.
Info utili: Ottima alternativa a La Pelosa, soprattutto in caso di vento di maestrale. Il litorale è molto lungo e consigliamo di recarsi nella zona più a nord, dunque più vicino a Stintino. Più si scende verso Sud-Est e più si procede verso la centrale termoelettrica di Fiumesanto.
Forse in età romana era la mitica Tibula, nel Medioevo è di certo stato per secoli fortezza inespugnabile, protetta da possenti mura e 17 torri, fino all’avvento delle armi moderne. Il nucleo originario di Castelsardo fu costruito attorno al castello dei Doria, risalente, secondo tradizione, al 1102, ma più verosimilmente a fine XIII secolo, attuale sede del suggestivo museo dell’Intreccio mediterraneo, uno dei più visitati della Sardegna. Uno dei borghi più belli d’Italia è una roccaforte medioevale, caratterizzata da natura, storia, tradizioni artigiane e religiose: benvenuti a Castelsardo.
Museo dell’intreccio meditrraneo: Il Museo dell’intreccio Mediterraneo, MIM, sito all’interno della fortezza dei Doria, si propone come luogo ideale per preservare l’antica tradizione dell’intreccio.
Castello dei Doria: Il luogo e forse una prima fortificazione furono fondati nel 1102, il castello come tale solo nel XIII secolo (probabilmente intorno al 1270) dalla nobile famiglia genovese Doria come “Castel Genovese” o “Castrum Januae” con grande importanza strategica. Fino al XV secolo, la città e il castello erano la sede dei Doria e servivano a dominare i possedimenti nella nord Sardegna.
Cattedrale di Sant’Antonio Abate: Ti stupirà la torre campanaria a picco sul mare chiusa da una cupola maiolicata e con le cripte sottostanti, che ospitano il museo ‘Maestro di Castelsardo’.
Proposta tempo fa come patrimonio dell’Unesco e dell’umanità questa litoranea è un caleidoscopio di colori e un tripudio dei sensi da vivere in tutte le stagioni nonché protagonista di spot pubblicitari automobilistici d’effetto. Parliamo della strada provinciale 105, che a metà strada diventa 49 e comunemente conosciuta come Litoranea Alghero/Bosa: un nastro grigio sospeso tra mare e montagna, teatro di irresistibili panorami soprattutto al tramonto. Sono numerosi i viewpoints presenti lungo la strada ed ognuno offre splendidi ed incredibili viste su calette remote, paesaggi ricchi di macchia mediterranea, falesie e scogli piatti. E’ un paesaggio con pochissime costruzioni, che presenta solo alcuni ovili di pietra che danno sul mare, quasi delle sentinelle nel silenzio. Un Must nei dintorni di Bosa e Alghero.
È abbracciata e protetta sui lati da bellissimi promontori rocciosi che scendono fino al suo mare trasparenti e dalle tonalità tra turchese e azzurro. Cinque chilometri a nord del borgo medievale di Bosa, lungo la strada panoramica per Alghero, in una rada, troverai la piccola ma bellissima spiaggia di sabbia bianca di Compultittu, col suo fondale basso e la sua acqua chiarissima e cristallina, che ha ottenuto il massimo riconoscimento da Legambiente. A colpirti sarà lo scenario complessivo, la caletta è inserita tra scogliere di rocce candide calcaree levigate dal mare, che ti consentiranno di stenderti al sole in serenità in luogo completamente riparato dal maestrale
Parcheggio: Presente un piccolo parcheggio (10 auto circa). Molto spesso le auto vengono parcheggiate a bordo strada.
Accesso: Non adatto a persone in carrozzina. E’ presente un sentiero tracciato, in discesa, in mezzo alla macchia mediterranea che vi porterà alla spiaggia dal parcheggio in circa 10/15 minuti.
Servizi in loco: Totalmente assenti
Spiaggia e mare: L’arenile è formato da sabbia bianca non finissima, di colore scuro. Il mare è una bellissima distesa color turchese e azzurro, nel quale è possibile immergersi in assoluta tranquillità visto il fondale basso e sabbioso e le acque cristalline. Sono presenti rocce e scogli in prossimità dei due promontori.
Protezione dal vento: Poco esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, hiking e trekking.
Info utili: Durante la stagione estiva consigliamo di recarsi la mattina presto, essendo estremamente piccola viene riempita rapidamente. E’ molto interessante la parte rocciosa, caratterizzata da un suolo di scogli piatti, ideali in caso di spiaggia affolltata.
Conoscete Paul Klee? Fu un artista tedesco e prediletto della pittura, del collage e delle incisioni. La vivace tela che rappresenta delle case colorate ed un castello è il miglior emblema di Bosa. Un fiume che passa nel mezzo, le basse casette della conceria da un lato, il quartiere medievale dall’altro, una massiccia mole di un castello posizionato su una collinetta a dominare tutto.Benvenuti a Bosa, uno dei borghi più belli d’Italia.
Centro Storico Sa Costa: Addentrandosi tra le viuzze del quartiere Sa Costa, si fa un balzo nel passato: si ritorna nel medioevo con un fascino aggiuntivo: Arte e Tradizione. Ci si perde piacevolmente tra tra le bellissime stradine lastricate, in una magnifica passeggiata tra vicoli, porticati, piazzette e ripide scalinate.
Ponte Vecchio: Un Ponte talmente bello che fu inserito da Skyscanner tra i 30 ponti più belli d’Italia, insieme quelli di Venezia, il ponte vecchio di Firenze e tanti altri.
Museo delle Conce:Ospitato nei fabbricati adibiti un tempo alla concia delle pelli visitando questo museo farai un viaggio a ritroso nell’attività storica di Bosa.Un percorso ti illustrerà le tecniche di lavorazione.
Castello Malaspina:Costruito intorno al XII secolo dalla famiglia toscana dei Malaspina, dalla sua posizione, in cima a una collina, era possibile controllare tutte le terre e le eventuali incursioni nemiche. Ora è rimasto ben poco, se non l’ossatura, la cinta muraria e le imponenti torri di pietra.
Museo Casa Deriu: Illustra la produzione artistica e artigianale locale. Diviso in 3 piani tra mostre temporanee e filet di Bosa, arredi e decorazioni del palazzo signorile e un piano unico dedicato a Melkiorre Melis, la figura più rappresentativa del panorama artistico della Sardegna.
Duomo e altre chiese: Il duomo di Bosa rappresenta un esempio “raro” di stile Barocco Piemontese. Al suo interno è presente un imponente altare e diversi affreschi di Emilio Scherer. Interessanti anche la Cattedrale di San Pietro, la Chiesa di Nostra Signora del Rosario, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l’annesso Convento dei Cappuccini.
Tinnura, paesino di appena 250 abitanti, tra i più piccoli dell’Isola, sorge su un altopiano basaltico e si affaccia sulla fertile vallata di Modolo. Il paesino è un museo d’arte moderna ‘a cielo aperto’: nelle suggestive vie e piazzette lastricate, ammirerai monumenti e statue di artisti sardi (tra cui Simplicio Derosas e Pinuccio Sciola) e pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Ti resterà impressa anche la varietà di colori dei pavimenti lastricati in trachite rossa, marmo bianco e basalto grigio delle strade, lungo le quali, in primavera, noterai le fibre vegetali esposte al sole per essiccare e poi essere usate nel confezionamento dei cestini.
Murales: Nelle suggestive vie (soprattutto la via centrale) e piazzette lastricate, ammirerai pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo.
Omaggio al Redentore (Nuoro) e Sartiglia (Oristano): Un doppio murale realizzato da Pina Monne per celebrare il passaggio di Tinnura da provincia di Nuoro a quella di Oristano.
La Tosatura: Una delle opera più belle realizzate da Angelo Pilloni. Il murale fa emergere una delle tradizioni agropastorali più note nell’isola, il momento della Tosatura.
Su Sabatteri: L’artista Loi crea un murale dedicato ad uno dei mestieri più antichi e tradizionali di Tinnura: il calzolaio.
Fontana dello zodiaco: Fontana realizzata nel 2004 dallo scultore Simplicio De Rosas in piazza del Sole. Dieci bocche in basalto rappresentano i segni zodiacali con una vasca a forma di V.
S’iscrarionzu: Nel 1999 lo scultore Carmine Piras realizzava, in pietra, una donna locale mentre creava uno dei noti Cestini Sardi usando la tecnica dell’intreccio dell’asfodelo.
Siti archeologici: Nel comune di Tinnura sono presenti anche il nuraghe monotorre e la tomba dei giganti Tres Bias.
È unito senza soluzione di continuità a Tinnùra, col quale condivide la via principale che attraversa entrambi i centri abitati (la statale 292). Flussio è un piccolo centro di meno di 500 abitanti della Planargia che si adagia su un dolce declivio tra la bassa valle del fiume Temo e il contrafforte basaltico di Pedra Senta. Un territorio fertile, dove è praticata la raccolta dell’asfodelo, i cui steli essiccati sono la materia prima per la creazione di caratteristici ed elaborati cestini, detti corbule, e canestri: non a caso Flussio deve la sua notorietà principalmente all’arte dell’intreccio, praticata dalle donne del paese e tramandata nei secoli.
Murales: Anche in questo borgo, come a Tinnura, potrai ammirare, in quantità limitata, pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case.
Museo dell’asfodelo: Un doppio murale realizzato da Pina Monne per celebrare il passaggio di Tinnura da provincia di Nuoro a quella di Oristano.
Siti Archeologici: Il territorio fu abitato dalla preistoria, come dimostrano numerose costruzioni dell’età del Bronzo, quali i nuraghi Giannas, Murciu, Caddàris e Carcheras, le tombe di Giganti di sos Trainos e sa Figu Bianca e la muraglia megalitica, di probabile età nuragica, vicino alla chiesa parrocchiale di san Bartolomeo.
Viewpoint Percorso della Malvasia: Alla fine del borgo e vicino alla chiesa di San Bartolomeo c’è un breve ma fantastico percorso pedonale, di fronte alla incredibile bellezza paesaggistica della valle della Planargia.
Si trattiene il respiro, un brivido scuote il corpo, il silenzio del tempo che racconta leggende di un popolo lontano e di calendari precisi. Il più rappresentativo, meglio conservato, suggestivo e misterioso tempio a pozzo nuragico della Sardegna.È la massima espressione architettonica di una civiltà, quella nuragica, risalente a 3.500 anni fa.Un simbolo, quello dell’acqua, che arriva da molto lontano. Di una cosa siamo certi, questo era un luogo speciale.
Accesso: Per tutti, anche persone anziane o con disabilità.
Ticket d’ingresso: Intero € 7,00 a persona.
Prenotazione: Necessaria. Nella sezione Link Utili maggiori info
Abbigliamento: Comodo adatto alla stagione, crema solare, almeno 2 Lt. d’acqua
Recensioni Google:Giudizio 4,7/5 (3850)
Consigli: Per una visita dettagliata consigliamo di richiedere una guida turistica. Si può ammirare e leggere le spiegazioni, ma è sicuramente maggiore il coinvolgimento se avete a che fare con una guida preparata e professionale.
Il maestrale accarezza i suoi granelli simili a chicchi di riso. La sabbia dorata, fine e con piccolissimi ciottoli di quarzo bianco e rosa colorano Mari Ermi di molteplici sfumature cangianti. Parte integrante dell’area marina penisola del Sinis – isola di Mal di Ventre, la spiaggia si estende per due chilometri e mezzo lungo la costa di Cabras, incastonata tra l’incantevole Is Arutas e Porto Suedda, una striscia di terra dove affiorano rocce multiformi che nascondono un’altra spiaggetta.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare: L’arenile è formato da una distesa di sabbia bianca chiara con piccolissimi granellini compatti. Presente qualche posidonia spiaggiata in ridotte quantità. Il mare offre uno spettacolo inequiparabile con il suo vivace moto ondoso alimentato dal maestrale. Si presenta con un fondale sabbioso e mediamente basso, con la presenza di qualche scoglio alle estremità della spiaggia. Ha un colore di un verde cangiante a seconda della profondità del fondale, quindi più chiaro in riva, e di un verde più intenso man mano che dalla riva ci si allontana. Alle spalle della spiaggia, le piccole dune sabbiose si interrompono nella bellisisma Oasi di Seu
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, Kitesurf, trekking, biking.
Info utili: Perfetta in caso in cui si volesse cercare una spiaggia selvaggia. Ottima per famiglie con bambini ma attenzione al vento di maestrale che in questa zona è molto forte.
un luogo dalla stupefacente concentrazione di bellezze costiere che alterna calette a tratti di roccia calcarea, sorge una lunga spiaggia dall’aspetto oceanico-tropicale. È s’Arena Scoada, che si estende da Punta s’Incodina, vicino alle falesie di su Tingiosu, sino a Putzu Idu, da cui è separata da una piccola scogliera.
Parcheggio: Presenti una serie di parcheggi fronte spiaggia. In caso siano occupati, passare nella via parallela direzione entroterra.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare: E’ una piccola spiaggia di sabbia grigia molto chiara, finissima e compatta, che si affaccia in un mare cristallino stupendo, dai colori cangianti tra l’azzurro e il verde smeraldo, con un fondale basso e sabbioso. Scarsa presenza di posidonie e mediamente frequentata nei mesi estivi. Ben riparata dal maestrale grazie alla piccola scogliera situata a nord della spiaggia.
Protezione dal vento: Riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, trekking, biking.
Info utili: Una magnifica distesa perfetta per famiglie con bambini visto il basso fondale. Da qua, sul lato Nord e Sud si potrà godere di emozionanti punti panoramici.
Un luogo dalla stupefacente concentrazione di bellezze costiere che alterna calette a tratti di roccia calcarea, e nel mezzo sorge una lunga spiaggia dall’aspetto oceanico-tropicale. È la scogliera di s’Arena Scoada, che si estende da Punta s’Incodina, vicino alle falesie di su Tingiosu, sino a Putzu Idu, da cui è separata da una piccola scogliera. In prossimità della spiaggia, si trova un piccolo centro turistico, mentre sul lato nord ammirerai un suggestivo arco scavato nella roccia: s’Architteddu. Oltre, ci sono la spiaggia di Putzu Idu e le altre perle di Capo Mannu, immenso promontorio che è quasi un’isola, dato che è collegato alla terraferma da strisce di terra e dallo stagno Salina Manna.
Incastonata tra le falesie di Capo Mannu e il litorale di su Pallosu, deve il nome a una barriera naturale di arenaria che sta a poche decine di metri dalla riva e la isola completamente dalle onde di maestrale, creando un’autentica piscina naturale. Sa Mesa Longa, ‘la tavola lunga’, una delle perle dell’area marina della penisola del Sinis
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia attraverso un percorso di 5 minuti.
Servizi in loco: In tutta la zona, ma non nella spiaggia, sono presenti bar, ristoranti e servizi di ogni genere.
Spiaggia e mare: Una bellissima distesa di sabbia bianca e fine impreziosita dalla rada vegetazione che arriva vicinissima al mare. Proprio davanti, sosta il piccolo isolotto ricoperto di vegetazione, circondato da un bellissimo mare cristallino, policromatico, con colori tra il verde e l’azzurro cangianti. E’ una spiaggia molto pulita ed il fondale è basso e sabbioso mentre alle spalle della spiaggia, possiamo trovare una natura incontaminata.
Protezione dal vento: Poco esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Trekking, biking, kayak.
Info utili: Oltre la spiaggia ed il mare è un magnifico tratto di costa molto spesso sottovalutato per via della presenza delle magnifiche spiagge della Penisola del Sinis.
Un luogo magico da visitare almeno una volta nella vita, che ha ispirato registi e scrittori, e ispirerà anche te. Nella parte settentrionale della graziosa borgata de S’Archittu, si protende una scogliera bianchissima che cinge una deliziosa spiaggetta e dove si apre un arco (per questo Spiaggia dell’ Arco), creato dall’azione erosiva degli agenti atmosferici sulle rocce calcaree sedimentarie, dette ‘lunari’ per i riflessi che generano. In origine era una grotta, oggi è un monumento naturale.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia attraverso un percorso di 5 minuti.
Servizi in loco: In tutta la zona, ma non nella spiaggia, sono presenti bar, ristoranti e servizi di ogni genere.
Spiaggia e mare: La spiaggia è di dimensioni modeste con sabbia bianca quasi candida, molto fine, acqua molto spesso tendente al verde smeraldo e con la presenza proprio davanti all’arenile del famoso arco, S’Archittualto circa 15 metri, che offre spettacoli entusiasmanti specialmente al tramonto, quando il sole va ad incastonarsi proprio sotto l’arco.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, windsurf e tutte le attività legate al vento. Trekking, biking, kayak.
Info utili: E’ magnifico esplorare tutta l’area soprattutto al tramonto, magari andando sull’arco o con un escursione in Kayak (è presente un piccolo stabilimento di noleggio kayak sulla spiaggia).
Uno scenario abbagliante, del tutto particolare. Centinaia di metri di finissimi e tondeggianti granelli di quarzo, declinati in un’escalation di colori: bianco candido, rosa delicato e tutte le tonalità di verde. La distesa luccicante s’immerge nel mare limpido dalle sfumature cangianti, dal verde smeraldo all’azzurro, passando per il turchese. Intorno un paesaggio selvaggio. Is Arutas è la spiaggia più celebre dell’area marina della penisola del Sinis, nota come ‘spiaggia dei chicchi di riso’ per forma e consistenza dei granelli. È il gioiello del territorio di Cabras
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia.
Servizi in loco: Presente un bar con stabilimento balneare e servizi.
Spiaggia e mare: Questa stupenda spiaggia si presenta con una bellissima distesa di sabbia bianca composta da granellini di quarzite simili a chicci di riso, davvero particolari e caratteristici. La spiaggia è in leggera pendenza verso il mare, piuttosto profonda. L’incantevole mare cristallino ha un fondale mediamente basso con una policromia comprendente le sfumature di verde e di azzurro.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, Kitesurf, trekking, biking.
Info utili: Da vedere assolutamente in caso di tour nella penisola del Sinis o comunque sosta nel centro ovest della Sardegna. La sua autenticità è racchiusa soprattutto nella sua spiaggia, composta da piccoli granelli di quarzo.
Anche in questa parte di Sardegna, la natura offre ancora al viaggiatore scenari da non dimenticare, e questa bella spiaggia che merita sicuramente di essere conosciuta, regala un bel paesaggio dal mare stupendo. Facilmente raggiungibile, S’Archeddu e ‘Sa Canna è immersa totalmente nella natura, è priva di servizi e regala un meraviglioso ambiente selvaggio ed incontaminato. Le sue caratteristiche la rendono tra l’altro particolarmente adatta alla balneazione dei più piccoli.
Accesso: Adatto a tutti. Dal parcheggio si arriva facilmente alla spiaggia.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare: La spiaggia è caratterizzata da una distesa di sabbia quarzosa, compatta e di colore bianco, con la presenza di pietroline e di posidonie nella battigia. Il mare ha un colore tra l’azzurro cangiante ed il verde, con un fondale basso a prevalenza sabbioso, e la presenza di ciottoli levigati. Alle spalle della spiaggia, si alzano piccole dune sormontate da macchia mediterranea.
Protezione dal vento: Esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, Kitesurf, trekking, biking.
Info utili: Perfetta in caso in cui si volesse cercare una spiaggia alternativa ma altrettanto bella a Is Arutas. Presenta tutte le caratteristiche ideali per famiglie con bambini.
Una distesa di due chilometri di sabbia chiarissima, impreziosita da chicchi di quarzo con varie sfumature di bianco e rosa, tipici del litorale di Cabras, da cui dista 13 chilometri. La stupenda e preziosa spiaggia di Maimoni, con caratteristiche del tutto simili alle vicine e altrettanto belle Is Arutas e Mari Ermi, sorge all’interno dell’area marina della penisola del Sinis e deriva il suo nome dal dio sardo e fenicio dell’acqua e della pioggia. Al culto della divinità si ricollega, in una sorta di continuità religiosa, la chiesa di san Salvatore, costruita nel XVII secolo sui resti di un ipogeo precristiano, a pochi passi dalla spiaggia. L’acqua è cristallina e trasparente, le tonalità del mare azzurre e turchesi, il fondale sabbioso e digradante, ideale per far nuotare i più piccoli, seppure con precauzione perché il maestrale spesso genera onde alte.
Accesso: Dal parcheggio la spiaggia è a circa 2 minuti di camminata tramite una passerella.
Servizi in loco: Presente un bar con un piccolo stabilimento balneare.
Spiaggia e mare: L’arenile è formato da una distesa di sabbia bianca con piccolissimi granellini compatti. Il mare offre uno spettacolo inequiparabile, con un fondale sabbioso e mediamente basso, con la presenza di qualche scoglio alle estremità della spiaggia. Ha un colore di un verde cangiante a seconda della profondità del fondale.
Protezione dal vento: Molto e sposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Trekking, biking ma anche snorkeling, SUP e kayak in caso di assenza di onde.
Info utili: E’ una zona magnifica e tutta da esplorare. Da qua parte un hiking costiero (lo si può fare anche in bike) fino ad arrivare all’oasi protetta di Seu, dove troverete i resti di un imbarcazione sia in spiaggia che sul fondale marino (a circa 7 metri di profondità).
Inserita in uno spettacolare contesto naturale incontaminato, la spiaggia si presenta come una piccola baia con un fondo di sabbia ambrata chiara, quasi bianca, a grani medio-fini molto compatta, protetta da una scogliera di colore rossastro, molto particolare. Sono presenti anche dei ciottoli in alcuni punti della spiaggia, mentre nella parte nord termina con scogli e rocce che si protendono sino in acqua.
Spiaggia e mare: L’arenile è formato da una sabbia ambrata chiara, quasi bianca, a grani medio-fini. l mare cristallino ha un fondale basso e sabbioso che dirada lentamente, policromatico tra il verde smeraldo e l’azzurro chiaro, davvero affascinante
Protezione dal vento: Molto esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Trekking, biking ma anche snorkeling, SUP e kayak in caso di assenza di onde.
Info utili: Alle spalle della spiaggia invece, un interessantissima natura caratterizza l’Oasi di Seu, importante sia sotto l’aspetto floristico che faunistico, per la presenza di diverse specie rare di uccelli che abitualmente frequentano la zona.
Il far west sardo in un paese abitato soltanto pochi giorni a settembre, in occasione della Corsa degli Scalzi. San Salvatore di Sinis, è un piccolo villaggio sorto in un’area sacra sin da età nuragica e trasformato per oltre due decenni (1967-90), in set di ‘spaghetti western’. La somiglianza a paesaggi americani di frontiera ha fatto sì che fosse affittato a produttori cinematografici, diventando villaggio di Arizona o Nuovo Messico (saloon incluso) in film come ‘Giarrettiera Colt’ (1968). Passato di moda il genere, rimase attrazione per curiosi, scenografia nel XX secolo, luogo di culto da millenni.
Chiesa di San Salvatore: Sorta nel secondo XVII secolo, eretta su un santuario preistorico scavato nella roccia. Sotto la navata sinistra, da una scaletta, si accede all’ipogeo che presenta tracce di frequentazione che arrivano sino al Neolitico. Un corridoio conduce, attraverso ambienti rettangolari e circolari (uno con pozzo), sino alla camera principale dotata di fonte sorgiva: in età nuragica era destinato al culto pagano delle acque. Poi, in epoca punica l’area fu dedicata a Sid, dio guaritore, e sulla stessa scia i romani vi praticarono il culto di Asclepio.
Sas Cumbessias : La chiesa è attorniata da sas cumbessias, piccole e disadorne abitazioni edificate a fine XVII secolo, adibite all’alloggio dei pellegrini durante le novene, in onore di san Salvatore, tra agosto e settembre. Nel ‘ventennio cinematografico’ del borgo, furono parte integrante della scenografia western.
Lacorsa degli scalzi: Uno degli eventi identitari più suggestivi e sentiti della Sardegna. La processione coinvolge oltre 800 curridoris in saio bianco, che accompagnano a piedi nudi su un lungo sterrato il simulacro del santo dalla chiesa disanta Maria Assunta di Cabras alla borgata. E la riportano nella parrocchiale il giorno seguente.
Insediamento nuragico, emporio fenicio, fortezza cartaginese, urbs romana, capoluogo bizantino e capitale arborense: a Tharros scoprirai oltre due millenni di storia. Le rovine dell’antica città, fondata nell’VIII secolo a.C. e abbandonata nell’XI d.C., sorgono nella propaggine meridionale della penisola del Sinis, nel territorio di Cabras. Il ‘museo all’aria è un anfiteatro naturale affacciato sul mare, sarà una scoperta magnifica da parte vostra
Consigli: Per una visita dettagliata consigliamo di richiedere una guida turistica. Si può ammirare e leggere le spiegazioni, ma è sicuramente maggiore il coinvolgimento se avete a che fare con una guida preparata e professionale.
Una piccolissima spiaggetta nella parte interna di Capo San Marco, l’estremo promontorio meridionale della penisola del Sinis. Si tratta di una piccola spiaggia utilizzata in passato come approdo per i pescatori di aragoste, come testimonia il pontile per l’ormeggio delle imbarcazioni che ancora oggi è disponibile sul lato occidentale della spiaggia. Questa spiaggia rappresenta la linea di confine immaginaria tra il mare calmo del Golfo di Oristano e quello più vivace del mar di Sardegna. Essendo nella parte est della penisola risulta quindi estremamente riparata dal vento, ottima location in caso in cui il vento di maestrale spinge forte per tutta la costa occidentale.
Parcheggio: Non è presente un vero e proprio parcheggio.
Accesso: Dal “parcheggio” la spiaggia in pochi minuti
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Spiaggia e mare: L’arenile è formato principalmente da sabbia bianca a grani medi, con la scarsa presenza di posidonie. Il mare ha una cromia verde cangiante e un fondale basso e sabbioso. Alle due estremità, la spiaggia è protetta da una bassa scogliera, con qualche roccia e scoglio che invadono leggermente l’arenile.
Protezione dal vento: Non esposta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: Biking, kayak e snorkeling.
Info utili: Un paradiso terrestre all’estremità della Penisola del Sinis. Suggeriamo questa spiaggia in caso di maestrale, perfetta perchè riparata.
La storia raccontata sui muri di un paese-museo. Orgosolo rivela un profondo legame con le sue radici barbaricine e con usi e costumi di un tempo: è la patria del canto a Tenore, patrimonio dell’Umanità Unesco, nonchè paese dei murales. Il borgo, di quattromila e 500 abitanti, è famoso in tutto il mondo per i suggestivi dipinti che adornano stradine e piazze, case del centro storico e facciate di nuovi edifici. Narrano di politica e cultura, intimo dissenso e lotte popolari, malessere e giustizia sociale, vita quotidiana e tradizioni pastorali. Alla fine del XIX secolo, il paese assurse alla ribalta per il banditismo: il regista Vittorio De Seta, in ‘Banditi a Orgosolo’ (1961), ne descrive la lotta in difesa delle terre espropriate dallo Stato. Durante il Novecento si sviluppò il fermento culturale, tuttora attivo, del muralismo, in origine strumento di protesta. Il suo centro è un Must per chi passa in Barbagia.
Murales di Orgosolo: Il borgo è famoso in tutto il mondo per i suggestivi dipinti che adornano stradine e piazze, case del centro storico e facciate di nuovi edifici. Narrano di politica e cultura, intimo dissenso e lotte popolari, malessere e giustizia sociale, vita quotidiana e tradizioni pastorali. Durante il Novecento si sviluppò il fermento culturale, tuttora attivo, del muralismo, in origine strumento di protesta. Vari artisti, sia locali che internazionali, hanno contribuito a creare un museo a cielo aperto: ammirerai un patrimonio di 150 opere, che colpiscono per vivacità di colori e pregio stilistico.
Maschera del mamuthone: E’ il primo vero monumento che si incontra all’ingresso, il simbolo, ovvero la Maschera del Mamuthone. Ottimo punto instagrammabile e da condividere sui vostri social.
Museo del Pane Carasau: Un piccolo museo molto curato e una bellissima casa che lo ospita. Qua avrete modo di vivere un esperienza straordinaria con la passione per le tradizioni locali e l’ospitalità della signora che lo gestisce.
Tradizione e passione al centro della Sardegna: un magnifico ed ospitale borgo a 16 chilometri da Nuoro ti catturerà con l’arte, prelibatezze culinarie, riti ancestrali e le stupende vie del centro. Una terra in cui nei rilievi si sviluppano i ‘sentieri dei pastori’, strade della transumanza divenute itinerari di trekking e biking. Sarete i benvenuti nella terra del formaggio, del carasau, dei mamuthones e della splendida arte raffigurata attraverso i murales in un vero e proprio museo a cielo aperto.
Museo delle maschere: Un punto di contatto tra tradizioni sarde e di altre regioni mediterranee rappresentato dalle maschere carnevalesche e svelato in un luogo di cultura unico nel suo genere. Il museo delle Maschere del Mediterraneo di Mamoiada, è un must da visitare che tra Mamuthones e Issohadores, concentra l’attenzione sulla matrice comune tra riti isolani, in particolare barbaricini, e quelli tipici di altre civiltà di terre più o meno vicine, bagnate dallo stesso mare. In basso il link su orari e costi.
Maschera del mamuthone: E’ il primo vero monumento che si incontra all’ingresso, il simbolo, ovvero la Maschera del Mamuthone. Ottimo punto instagrammabile e da condividere sui vostri social.
Sa Perda Pintà (o Stele di Boeli): La Stele di Boeli, meglio conosciuta come sa Perda Pintà, ossia ‘la pietra decorata’, è un megalite di granito lavorato e inciso risalente alla cultura di Ozieri, ossia al Neolitico finale (3000 a.C. circa). È l’unica pervenutaci integra, decisamente la più grande e rappresentativa di una serie di lastre simili rintracciate nel territorio del borgo mamoiadino.
Murales, sculture e monumenti: Mamoiada non è nota come la vicina Orgosolo per i suoi muralesma risultano comunque interessanti attraverso una semplice camminata al centro del paese. Ammirerete diverse sculture che vanno a formare un itinerario interessante.
Visita alle cantine: Mamoiada da qualche anno ha riscoperto la cultura del vino e della vite. Diverse cantine offrono esperienze in vigna e abbinano alla visita anche la degustazione dei propri vini.
CHECK-IN A BAUNEI - DALLE ORE 12:00 - 2 NOTTIAquae Sinis Albergo Diffuso - 0782615005
Pernottamento e prima colazione - Camera Standard doppia con letto matrimoniale
PISCINE NATURALI DI BAU MELA
un capolavoro della natura pazientemente scolpito dall’acqua
Pensi all’Ogliastra e ti vengono in mente le tradizioni, la longevità, i sapori dei prodotti tipici, il gusto della sua cucina, e forse più di ogni altra cosa gli scenari naturalistici mozzafiato. Ai confini con le Barbagie, nel territorio di Villagrande Strisaili, un bosco di querce custodisce una delle sue gemme: le piscine naturali di Bau Mela. Ammirerai un’oasi dove la corrente dell’omonimo corso d’acqua ha scavato e modellato il granito, attraverso due cascatelle in rapida successione genera un’affascinante serie di salti e laghetti. La prima cascata, più imponente, crea la piscina maggiore, mentre la seconda si suddivide in altre piscinette ugualmente raggiungibili, dove potersi immergere nell’acqua cristallina circondati dalle possenti pareti granitiche. Il panorama che osserverai durante il percorso per raggiungere il capolavoro naturale non è meno magico: rigogliosa macchia mediterranea, ginepri secolari e distese di asfodeli ti accompagneranno in un viaggio in paesaggi selvaggi e incontaminati.
Parcheggio: Presente nei dintorni dell’Oasi Regina Apostolorum.
Accesso: Non consigliato a persone disabili. Nei dintorni del parcheggio troverete un breve sentiero tra le rocce, che in meno di 300 metri, vi portera’ alla piscina più grandi piscina.
Servizi in loco: Totalmente assenti.
Attività consigliate: Trekking e canyoning.
Info utili: Consigliamo scarpe da trekking sia per il sentiero che per salire tra le rocce. In caso di attività tipo canyoning, possiamo consigliarmi delle guide locali.
Un panorama mozzafiato che deriva il suo nome dalla straordinaria particolarità delle falesie di porfido affioranti dal mare. La baia delle Rocce Rosse si apre a oriente del porto di Arbatax, frazione turistica di Tortolì, con un fondo di scogli bianchi e alte rocce di granito rosso, che conferiscono un aspetto unico ed estremamente affascinante. Il loro riflesso dona all’acqua un colore cangiante sul verde smeraldo. Qui è stata ambientata la scena finale del cult ‘Travolti da un insolito destino’ di Lina Wertmüller (1974). La composizione è unica al mondo, I roccioni di porfido sono una grande attrazione degli esperti tuffatori. Di fronte alla spiaggetta ‘rossa’, c’è il mare aperto. Attorno tutti i servizi utili: ampio parcheggio adatto anche ai camper, hotel, bar, punto di ristoro e locali di vita notturna particolarmente animata
‘Tesoro d’Ogliastra’ è il commento più frequente alla vista di Cea, costantemente inserita tra i dieci tratti costieri da visitare ‘obbligatoriamente’ nella terra della longevità. Sabbia bianca e morbida, quasi impalpabile, fondale basso, ideale per famiglie con bambini, scogli levigati e luce del sole che risalta le sfumature smeraldine del mare sono le caratteristiche di una spiaggia incantevole che si distende per più di un chilometro a partire da capo Bellavista.
Accesso: Per tutti dal parcheggio posizionato a pochi metri dalla spiaggia.
Servizi in loco: Presenti diversi stabilimenti balneari, bar e ristorante
Spiaggia e mare: Sabbia di colore dorato chiaro, compatta e calda, con la presenza di qualche scoglio lungo la riva ed in acqua. Il bellissimo mare ha un fondale basso e sabbioso, acque cristalline di un colore tendente al verde ed all’azzurro.
Protezione dal vento: Riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling e Trekking.
Info utili: Durante la stagione estiva consigliamo di recarsi la mattina presto, è una spiaggia abbastanza popolare. Kayak o SUP sarebbe stupendo per raggiungere lo scoglio di CEA, a diversi metri dalla spiaggia.
Con un’alta percentuale di persone longeve fra i suoi 1500 abitanti contribuisce a una delle cinque blue zone del mondo. Ulassai sorge nell’Ogliastra più interna, incassato a quasi 800 metri d’altezza fra tacchi calcarei, sulle cui pendici ricoperte da foreste sempreverdi che ospitano l’oasi faunistica di Girisai, si aprono spettacolari grotte, come is Lianas. La strada panoramica da Jerzu è sensazionale, e nei dintorni c’è soprattutto su Marmuri, ‘il marmo’: camminerai per 850 metri in saloni con pareti altissime, laghetti e stalattiti che si uniscono a stalagmiti formando enormi colonne. Il borgo è un museo a cielo aperto, in armonia tra architettura cittadina, natura e opere d’arte. A impreziosire l’atmosfera ecco la Stazione dell’Arte, che custodisce il ‘genio multiforme’ dell’artista Maria Lai, cittadina più celebre di Ulassai. Prima dell’avvento della ferrovia (1893) il borgo non era collegato fuori dall’Ogliastra. L’isolamento ha conservato tradizioni ataviche, come l’uso del telaio orizzontale, costumi e balli, produzione artigianale di formaggi e prosciutti e la panificazione nei forni a legna: in ogni casa ce n’è uno. Siete nel cuore e nell’anima della Sardegna.
Canyon Sa Tappara: Poco distante dal paese un canyon spettacolare, utilizzato dagli appassionati di climbing.
Stazione d’Arte: La Stazione dell’arte è un museo d’arte contemporanea dedicato all’opera di Maria Lai. Inaugurato nel 2006, in seguito a una donazione da parte dell’artista di un corpus di oltre centoquaranta opere, il museo sorge nei locali dell’ex stazione ferroviaria, posta a valle del paese. La scelta del luogo ben si presta a comunicare uno degli intenti più cari del lavoro dell’artista, ovvero quello di avvicinare l’arte alla gente.
Grotte Su Marmuri: Rappresentano opere naturali di inestimabile valore artistico, le grotte di Su Marmuri sono considerate tra le più importanti d’Europa e si estendono per oltre 850 metri visibili con picchi di altezza di ben 70 metri.
Strada panoramica Jerzu-Ulassai: Un incredibile bellezza tra enormi canyon e straordinaria atmosfera dell’entroterra sardo
Per raggiungerne le sue parti più interne e profonde dovrai percorrere centinaia di gradini, ma la ciò che vedrai ricompenserà ampiamente la fatica: rimarrai sorpreso e a bocca aperta di fronte al fascino e alla bellezza di stalagmiti e festoni pendenti dalle pareti e alla maestosità degli ambienti. La Grotta di su Marmuri – il marmo, per il particolare aspetto della roccia calcarea – si apre a 880 metri di altitudine e si estende per 850 metri visitabili, nel taccu di Ulassai, massiccio che sovrasta il piccolo paese dell’Ogliastra più profonda, da sempre punto di riferimento per amanti di arrampicata e trekking. L’immensa cavità, distante un chilometro dal borgo, si è formata 150 milioni di anni fa grazie alla forza erosiva dell’acqua. Questo è uno spettacolo naturali ed un MUST se si è in zona.
Nei pressi della Grotta c’è il piccolo borgo di Ulassai, che consigliamo vivamente di vistare perchè immerso in un paesaggio naturale spettacolare, tra tacchi e canyon.
La Scala di San Giorgio, detta anche Gola o Arco di San Giorgio, è stato riconosciuto monumento naturale nel 1994, e si apre a 900 metri d’altitudine lungo le pareti che delimitano a est l’ampio tavolato calcareo-dolomitico del taccu di Osini che sovrasta il borgo ‘vissuto’ due volte. Skala indica un accesso ripido e accidentato attraverso il costone di un rilievo, nel caso specifico un valico lungo sei chilometri che collega le valli del rio Pardu, a nord-est, e del Flumineddu, a sud-ovest. Il viewpoint da sopra è un qualcosa di imparagonabile.
Pare che il nome gairo significhi ‘terra che scorre’. Non a caso le sue tormentate vicende, iniziate a fine XIX secolo, proprio a causa dell’instabilità del suolo su cui sorge ebbero un esito drammatico nell’ottobre del 1951. Oggi della Gairo ‘vecchia’ vedrai i ruderi degli edifici rimasti tenacemente aggrappati alla roccia del monte Trunconi, che domina sulla valle del rio Pardu, tra viuzze in terra battuta e in selciato collegate da scalette e viottoli inclinati. Le strade, infatti, delimitavano i terrazzamenti sui quali sorgevano le costruzioni, pertanto sono disposti orizzontalmente, su livelli sfalsati, lungo il pendio.
Gairo Sant’Elena: La ‘nuova’ Gairo, ossia l’attuale Gairo Sant’Elena, costruita varie decine di metri più a monte; un villaggio a pochi chilometri di distanza immerso nel verde, cioè la frazione di Gairo Taquisara
is Tostoinus: un’oasi dove trovano spazio tipici cuiles , strutture in pietra e legno usate dai pastori, sorgenti perenni e i resti di un villaggio nuragico.
Il lago del Cedrino è un bacino artificiale di forte impatto naturalistico. Le origini del lago sono connesse a ragioni di irrigazione dell’area di Dorgali, alle pendici dei monti Tului e Bardia, da cui il Cedrino è circondato. Il lago Cedrino è stato creato nel 1984, attraverso la realizzazione di una diga di sbarramento del fiume omonimo, per facilitare l’irrigazione dei campi limitrofi e questa creazione artificiale ha creato un paesaggio naturale di forte impatto naturalistico, molto apprezzato dai turisti e dagli escursionisti. Questo viewpoint è sicuramente il miglior punto per apprezzare tutta la sua bellezza.
Su Gologone, ai piedi del monte Uddè, è la più importante sorgente sarda, monumento naturale dal 1998, e principale risorgiva del vasto sistema carsico del Supramonte. Nel corso dei millenni l’acqua ha scavato meandri attraverso le viscere del sottosuolo per riaffiorare in superficie come un piccolo lago incastonato tra alte pareti di roccia dolomitica. Le sue sfumature vanno dal verde smeraldo al turchese, sino al blu intenso, a seconda dei riflessi del sole. Ascolterai l’incessante scroscio dell’imponente massa d’acqua oligominerale purissima, in media 500 litri al secondo, che sgorga da una spaccatura vertiginosa perennemente ricolma. Limpidezza e profondità sono una sfida irresistibile riservata a speleosubacquei che arrivano da tutto il mondo: nel 2010 Alberto Cavedon l’ha esplorata sino a 135 metri.
Consigli: La visita dura 20 minuti (solo per la sorgente), consiste in una spiegazione da una guida sulle fonti carsiche di Su Gologone e si arriva fino ad una terrazza soprastante la sorgente da cui ci si può affacciare. Si può comunque godere del punto ristoro e di altre piccole attrazioni del Parco come la chiesa rupestre.
Vedrai spuntare la sua enorme stele, una lastra di granito alta quasi quattro metri, nella valle del rio Isalle, alla fine di un sentiero di mezzo chilometro avvolto da macchia mediterranea. La tomba dei giganti di s’Ena ‘e Thomes è il monumento funerario nuragico più importante dell’Isola: si presenta maestosa, simile a come doveva essere migliaia di anni fa. Risalente al Bronzo Antico (1800-1600 a.C.), si trova nel territorio di Dorgali, a sei chilometri dal villaggio nuragico di Serra Orrios e a circa 17 dal centro abitato, lungo la strada per Lula. Avvertirai un’impressione di arcaicità e monumentalità. La stele granitica con bordi levigati pesa sette tonnellate e sta al centro di un’esedra, ossia un semicerchio di lastroni di pietra, infissi ‘a coltello’ nel terreno, a forma di corna taurine, con dimensioni decrescenti dal centro verso le estremità. L’esedra delimita l’area sacra, dove erano officiati ancestrali riti funerari. Nella stele è scavata una porticina simbolica, l’accesso agli Inferi, così piccola da essere inaccessibile ai vivi. Alle spalle, quasi intatto, c’è il corridoio funerario a dolmen, lungo 11 metri, con copertura a piattabanda: le lastre di pietra sono disposte orizzontalmente lungo le pareti.
Scopri di più su questo magnifico sito archeologico.
Pomeriggio/Sera
CHECK-IN A DORGALI - DALLE ORE 15:30 - 3 NOTTIEcoparco Neule' - 3807283887
Pernottamento e prima colazione - Camera Standard doppia con letto matrimoniale
PARCO S'ABBA FRISCA
Un magnifico parco ricco di piante, cascate e animali
Un tuffo nel passato in un piccolo villaggio ristrutturato immerso in un parco ricco di piante, cascate e animali. Nella vallata di Littu, in territorio di Dorgali, dominato dai bastioni calcarei Ruiu e Irveri, sorge il Parco Museo S’Abba Frisca (l’acqua fresca). Deve il suo nome alla ricchissima sorgente carsica sita all’interno del parco che alimenta le fontane, il laghetto e le suggestive cascate circondate dai maestosi pioppi bianchi. A soli due chilometri dal Golfo di Orosei, considerato tra gli scenari costieri più belli della Sardegna, S’Abba Frisca si colloca in un ambiente fiabesco, tra camminamenti megalitici, un fitto bosco di lecci, agrumeti e alberi secolari che regalano ombra e fresco anche nelle giornate più calde
Una meraviglia da film, che compare nel set di ‘Travolti da un insolito destino’ (1974) con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini. È l’ultima caletta raggiungibile in macchina o in bici da Cala Gonone, la strada si interrompe dove inizia la discesa a piedi verso la spiaggia. La piccola, incontaminata e panoramica Cala Fuili, nel territorio di Dorgali, poco distante dalle Grotte del Bue Marino, ti stupirà per fondale basso, acque incredibilmente trasparenti e mare dalle tonalità che vanno dal verde al turchese.
Parcheggio: Assente un vero e proprio parcheggio. I mezzi vengono parcheggiati lungo la strada.
Accesso: Non adatto a persone in carrozzina. E’ presente una piccola scalinata che dopo 10 minuti ti conduce alla splendida caletta.
Servizi in loco: Totalmente assenti
Spiaggia e mare: Arenile composto da piccoli sassolini levigati, circondata da alte pareti rocciose sulle quali svetta la macchia mediterranea. Il bellissimo mare cristallino è di colore turchese con un fondale che si abbassa lentamente, con qualche roccia ma prevalentemente sabbioso.
Protezione dal vento: Riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, hiking e trekking.
Info utili: Durante la stagione estiva consigliamo di recarsi la mattina presto. Ideale per relax e snorkeling.
Da Cala Fuili parte un sentiero tracciato che dopo circa 1 ora, immersi nella macchia mediterranea, ti porterà fino a Cala Luna, altro splendido gioiello del golfo di Orosei.
Un’escursione nel meraviglioso Golfo di Orosei in barca o gommone. Con partenza da Cala Gonone, vivrai questa esperienza perfetta per chi vuole vivere una giornata a contatto con la straordinaria natura della costa est della Sardegna. Acque cristalline e stupende insenature ti aspettano, con un itinerario che toccherà i punti più belli come: Cala Luna, Cala Goloritzè, le Piscine di Venere e Cala Sisine. Accompagnati da uno skipper locale che saprà guidarvi e raccontarvi tanti aneddoti legati ai luoghi. Infine, a fine giornata, verrà offerto un aperitivo a bordo, a coronamento di una giornata da ricordare. Prenota insieme agli amici e i parenti e sali a bordo per questa avventura!
La dove il mare è più blu e il verde intenso della macchia mediterranea si incontrano, in uno degli angoli più belli e selvaggi della Sardegna, vi aspetta l’Acquario di cala Gonone per regalarvi un’esperienza unica fra le creature marine. 25 vasche per un viaggio dalla rigogliosa Amazzonia alle meraviglie del Mar Mediterraneo, fino ai coloratissimi mari tropicali. Una nuova area giochi dove imparare a rispettare l’ambiente marino e quello terrestre, divertendosi grazie ai mille segreti della posidonia oceanica e delle testuggini. Non solo mare all’Acquario di Cala Gonone: a metà percorso il recinto della volpe Rosa Fumetta, ambasciatrice delle vittime da incendio boschivo.
Una distesa di sabbia finissima e candida, talmente bianca da diventare abbagliante, alle cui spalle si innalzano enormi dune, tra le più grandi della costa orientale. La bellissima, ampia e lunga spiaggia di Capo Comino è un paradiso terrestre che fa parte dell’omonima borgata turistica di Siniscola e forma un unico litorale con s’Ena ‘e sa Chitta, ‘la spiaggia dei confetti’, stupendo tratto settentrionale (circa tre chilometri) del litorale. Camminando lungo il soffice arenile verso sud vedrai affiorare scogli sparsi, sino ad arrivare a Capo Comino: il promontorio è l’estremità più orientale della Sardegna che chiude a nord il golfo di Orosei.
Accesso: Adatto a tutti e raggiungibile facilmente dal parcheggio.
Servizi in loco: Presente un bar con stabilimento balneari
Spiaggia e mare: Si tratta di una lunga spiaggia caratterizzata da un arenile con sabbia bianca finissima e compatta. Si affaccia in un mare cristallino, caratterizzato da un fondale basso e sabbioso ideale per il bagno di bambini e famiglie, con dei colori bellissimi che presentano le diverse sfumature del verde smeraldo, dell’azzurro e del turchese.
Protezione dal vento: Esposta dai venti di maestrale.
Attività consigliate: Surf, kitesurf, escursione di snorkeling.
Info utili: Oltre che una splendida spiaggia c’è la presenza anche di dune straordinarie che consigliamo di vedere.
Il bianco splendente della sabbia si spalancherà davanti a te all’improvviso dopo una lunga strada incorniciata da ginepri, pini e lecci. La sensazione è di un luogo fuori dal mondo, in realtà esiste, eccome, è l’oasi di Bidderosa: cinque calette da sogno custodite in un parco di 860 ettari, in gran parte formato da boschi e macchia mediterranea, protetti dall’Ente Foreste e affidati al Comune di Orosei. L’ingresso in auto e moto è a numero chiuso da maggio a fine ottobre, in bici o a piedi non c’è limite stagionale, ma si deve rispettare un regolamento per preservare questo angolo di quiete immerso nel verde.
Parcheggio: Presente un parcheggio all’ingresso dell’oasi. Da la consigliamo di noleggiare una bici oppure a piedi.
Accesso: Sono presenti vari percorsi, tutti segnalati fino ad arrivare alla spiaggia.
Servizi in loco: Totalmente assenti in questa zona.
Spiaggia e mare: E’ caratterizzata da un fondo di sabbia candida e fine tra le più belle di tutta la Sardegna, con la presenza di gigli marini e qualche roccia granitica affiorante dall’acqua e dalla battigia, che rendono il paessaggio veramente incantevole. La spiaggia si presenta letteralmente circondata dalla vegetazione, con una policromia dovuta alla rigogliosa vegetazione sapientemente curata dagli uomini della forestale. Questo paradiso, come se non bastasse, si affaccia in un mare cristallino oltremodo stupendo, dal fondale basso e sabbioso seppur con la presenza di qualche scoglio, e di un colore che abbraccia le diverse tonalità del verde smeraldo, dell’azzurro e del turchese.
Protezione dal vento: Protetta ai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, biking e trekking.
Info utili: Consigliamo di noleggiare una bici in loco, per immergersi totalmente in questo paradiso. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata Oasi Biderosa
Spiaggia di Cala Cartoe, abbastanza ampia con sabbia grossa e chiara, l’acqua azzurra e limpida con fondali a tratti profondi e sabbiosi con pietre e scogli ai lati sotto i promontori che racchiudono e riparano l’arenile. La spiaggia è conosciuta perché è stata insieme a Cala Fuili, una delle ambientazioni per il set di un famoso film negli anni ’70 di Lina Wertmuller, dal titolo “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” e il successivo remake.
Spiaggia e mare: La spiaggia di Cartoe si presenta come una distesa di sabbia chiara a grani medio fini, affacciata in un bellissimo mare dalle acque cristalline dai colori tra il verde, l’azzurro ed il turchese con un bellissimo fondale interessante anche per gli appassionati di snorkeling, specialmente in prossimità delle due piccole scogliere che cingono la spiaggia.
Protezione dal vento: Riparata dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak, snorkeling, hiking e trekking.
Un caleidoscopio di forme e colori dal passato misterioso, dentro le viscere terrestri. La visita a Ispinigoli è un’emozionante e suggestiva discesa nel sottosuolo, all’interno di una sala di 80 metri di diametro, che ti colpirà per bellezza naturalistica e valore storico. Dentro la grotta, aperta al pubblico dal 1974, camminerai attraverso un percorso attrezzato: il fresco perenne, circa 15 gradi sempre, ti accompagnerà lungo i 280 gradini della discesa. Varcato l’ingresso, dal terrazzamento naturale, lo sguardo sarà catturato da una colonna alta 38 metri, tra le più imponenti in Europa, maestosa concrezione calcarea che unisce volta e base della cavità. È l’inizio di uno spettacolo che ti rapirà gli occhi. Un ambiente eccezionale in ogni dettaglio: dalle enormi concrezioni che spiccano dalle pareti alle piccole e minuscole stalagmiti, fino alle formazioni ondulate. È un gioco di colori e chiaroscuri, sempre più intenso man mano che si scende lungo la scala in profondità, sfiorando il calcare giallastro con varie forme e sfumature, fino alla base dell’enorme colonna.
Si arrocca su un colle calcareo, sormontato da un castello, dalla cui cima osserverai uno splendido panorama. Posada, paese di tremila abitanti insignito della Bandiera arancione del Touring club e inserito nel clubdei borghi più belli d’Italia, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola per storia, cultura e paesaggi. Ai piedi del borgo si distende la valle del rio Posada (da risalire in kayak), ideale per amanti di natura e archeologia.
Centro: Il centro storico è ideale per una passeggiata tra le viuzze del borgo con costruzioni medioevali ammirando antiche abitazioni e scorci, passando anche sotto i caratteristici archi. Arrivando fino alla cima del castello si potrà ammirare un bellissimo panorama sul mare, il Rio Posada e la sua foce, i monti circostante e la lunga spiaggia di Posada.
Castello della Fava: Potrai visitare la fortezza scalando il colle: ammirerai la torre e i ruderi della cinta muraria. Deve il nome a una leggenda, che narra dell’assedio di una flotta turca e dell’inganno ‘ingegnato’ dai posadini che fecero mangiare l’ultima manciata di fave a un piccione inducendo gli invasori a sovrastimare le loro risorse. Oggi conserva il fascino medievale: è un ‘labirinto di pietra’ con intricati vicoli, ripide scalinate, archi e piazzette inaspettate, che sanno di fughe e rappresaglie.
Chiesa di Sant’Antonio Abate: La Chiesa di Sant’Antonio Abate risale XIII secolo e fu la chiesa dove il 15 gennaio del 1388 si firmò la pace tra la giudicessa Eleonora d’Arborea e il Re Giovanni d’Aragona. Sicuramente un Must da vedere al centro del borgo.
Una gemma della costa nord-orientale della Sardegna, una meraviglia di sabbia soffice e colori mozzafiato che rappresenta il limite settentrionale dell’area marina protetta di Capo Coda Cavallo. Le onde turchesi scorrono sulla superficie del mare creando un effetto di luce e colori che ricorda il cristallo. La sabbia candida ricopre l’arenile creando un contrasto abbagliante con le sfumature dell’acqua. La baia è un insieme di quattro spiagge separate da piccole fasce rocciose. Tra le quattro le calette, denominate con numeri ordinali partendo da nord, suggeriamo la numero 3: solitamente meno affollata, magnifica vista del resto della spiaggia con Tavolara sullo sfondo e perfetta per fare snorkeling lungo la costa verso Sud.
Parcheggio: Assente un vero e proprio parcheggio custodito. Lasciare l’auto lungo la Via Dei Villaggi in direzione spiaggia.
Accesso: Adatto a tutti e raggiungibile da Via dei Villaggi.
Servizi in loco: Presente un bar con stabilimento balneare
Spiaggia e mare: Il bellissimo mare si presenta con diverse tonalità di verde smeraldo, con un fondale basso e prevalentemente sabbioso, con la presenza di qualche scoglio alle estremità della baia e della spiaggia, caratterizzata da una sabbia fine e compatta.
Protezione dal vento: Protetta dai venti di maestrale.
Attività consigliate: SUP, kayak,Snorkeling,
Info utili: Porto Istana è una grande spiaggia popolare che per la sua estrema bellezza e quantità di servizi solitamente nei mesi estivi viene affollata. Tuttavia la cala numero 3 è meno affollata delle altre e consigliamo comunque di recarsi la mattina presto (09:30 massimo).